Perché le piastrelle della piscina si staccano — e come fermarlo?
Le piastrelle che si staccano vengono spesso liquidate come 'semplice vecchiaia', ma in realtà il problema ha sempre una o più cause tecniche concrete. Chi comprende il meccanismo vede anche perché una ristrutturazione con un rivestimento chiuso come ACRATON® Dolphin risolve il problema strutturalmente anziché nasconderlo temporaneamente.
In questa pagina trattiamo le quattro cause dominanti che riscontriamo nella pratica di 30 anni di PoolFIX quasi senza eccezioni — e il modo in cui una ristrutturazione con ACRATON® le previene tutte e quattro.

Causa 1 — Corrosione da cloruri della malta cementizia
Il cloro e le cloroammine attaccano lentamente i materiali a base di malta cementizia attraverso un processo chiamato 'decalcificazione'. Il calcare presente nella malta reagisce con i composti del cloro formando sali solubili che vengono dilavati, indebolendo la malta e perdendo l'adesione con la piastrella. Dopo 10–15 anni, questo processo è misurabile in ogni piscina pubblica — e visibile nelle piastrelle staccate.
Causa 2 — Differenze di dilatazione termica
Calcestruzzo, malta e ceramica hanno diversi coefficienti di dilatazione. In una piscina esterna che oscilla tra 5 °C in inverno e 30 °C in estate, si creano continuamente micro-tensioni meccaniche tra piastrella, fuga e sottofondo. Nel punto più debole l'adesione si rompe — e di solito è l'interfaccia malta-piastrella.
Causa 3 — Cicli di gelo-disgelo (piscine esterne)
Per le piscine esterne si aggiungono i danni da gelo: l'acqua che rimane nelle fughe si espande del 9 % con il gelo e rompe gradualmente la fuga. Dopo 5–10 inverni, il modello è riconoscibile: fughe staccate, bordi delle piastrelle incrinati e punti localmente cavi.
Causa 4 — Idratazione e carico meccanico
Infine, l'assorbimento gioca un ruolo. La malta cementizia assorbe acqua durante la stagione balneare, si espande di alcuni decimi di millimetro e si contrae nuovamente durante lo scarico. Questo ciclo, combinato con il carico meccanico di nuotatori, spazzole e aspirapolvere, affatica il materiale anno dopo anno.
Perché un rivestimento risolve tutte e quattro le cause
Un epossidico bicomponente come ACRATON® Dolphin è chimicamente chiuso (non poroso), chimicamente resistente al cloro e alle cloroammine, non soggetto a danni da gelo e ha un coefficiente di dilatazione compatibile con il sottofondo in calcestruzzo. In questo modo scompaiono le debolezze meccaniche — le fughe — e tutte e quattro le cause principali vengono affrontate con un unico intervento.
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Domande frequenti
Posso prevenire la corrosione da cloruri usando meno cloro?
Non è sufficiente semplicemente rifare le fughe?
Le piastrelle a mosaico soffrono meno?
Questo vale anche per le piastrelle moderne (basso assorbimento d'acqua)?
Qual è la differenza tra fughe a base cementizia ed epossidica?
Come faccio a sapere se la mia piscina è pronta per la ristrutturazione?
Potrebbero verificarsi discrepanze tra il campione di colore e il risultato finale. Nessun diritto può essere derivato da questa panoramica.
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